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FACCIAMO RETE
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FACCIAMO RETE
(Quando la parrocchia “naviga” insieme)

Se Gesù di Nazaret fosse un nostro coetaneo o concittadino, userebbe internet?

La domanda è stuzzicante e la risposta non è facile, però se Gesù amava parlare con le persone, incontrarle per offrire la sua amicizia, allora possiamo dire che userebbe ANCHE internet, come mezzo di comunicazione.

Usava il linguaggio del tempo, i mezzi del tempo e ….......viveva il suo tempo.

Il Papa Giovanni Paolo e poi Benedetto hanno dato il segno concreto che questo mezzo è un’opportunità per la Chiesa di oggi, per evangelizzare lì dove le persone vivono e si incontrano, seppur virtualmente! Allora anche la nostra parrocchia vuole essere dentro questa sfida e dare, alle persone che lo vorranno, l’occasione di visitarci e di incontraci, per stabilire relazioni umane belle e costruttive.

L’obiettivo è sempre quello di proporre, dare un messaggio positivo (il Vangelo), la possibilità di un incontro, a chi cerca. E proprio di ri-cerca parla il Papa nell’ultimo messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali 2012:

Gran parte della dinamica attuale della comunicazione è orientata da domande alla ricerca di risposte. I motori di ricerca e le reti sociali sono il punto di partenza della comunicazione per molte persone che cercano consigli, suggerimenti, informazioni, risposte. Ai nostri giorni, la Rete sta diventando sempre di più il luogo delle domande e delle risposte; anzi, spesso l’uomo contemporaneo è bombardato da risposte a quesiti che egli non si è mai posto e a bisogni che non avverte. Il silenzio è prezioso per favorire il necessario discernimento tra i tanti stimoli e le tante risposte che riceviamo, proprio per riconoscere e focalizzare le domande veramente importanti. Nel complesso e variegato mondo della comunicazione emerge, comunque, l’attenzione di molti verso le domande ultime dell’esistenza umana: chi sono? che cosa posso sapere? che cosa devo fare? che cosa posso sperare? E’ importante accogliere le persone che formulano questi interrogativi, aprendo la possibilità di un dialogo profondo, fatto di parola, di confronto, ma anche di invito alla riflessione e al silenzio, che, a volte, può essere più eloquente di una risposta affrettata e permette a chi si interroga di scendere nel più profondo di se stesso e aprirsi a quel cammino di risposta che Dio ha iscritto nel cuore dell’uomo”.

Non bastano le parole, le informazioni, le notizie se poi non c’è un coinvolgimento personale:”dimmi cosa cerchi e ti dirò chi sei!”. Non siamo tuttologi, che hanno risposte a tutto e sempre; siamo cristiani, comunità che ascolta e segue il Maestro Gesù Cristo, e mostra simpatia per ogni persona.

Allora insieme, facendo rete, possiamo trovare le risposte, attraverso l’ascolto e il confronto dentro la comunità, dove il Signore Gesù continua ad operare.

Buon viaggio!

Don Michele